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Pubblicazioni La Chiocciola la spezia

Di seguito alcuni degli articoli che ci riguardano

Imprenditore di...Lumache -La Nazione-
La Chiocciola Luca Pellistri la spezia

Il primo allevamento di lumache in Val di Magra e con ogni probabilità, dell'intera Liguria è nato a Boettola, a due passi da Sarzana. Si chiama «La chiocciola» da un'idea di Luca Pellistri, sarzanese di professione costruttore di yacht, che qualche mese fa ha deciso di improvvisarsi elicicoltore, ovvero allevatore di lumache.

Un'idea nata un po’ per caso, cresciuta poco a poco grazie al sostegno dei familiari, fra la sorpresa di amici e conoscenti. «Mi è sempre piaciuto mangiare le lumache - spiega Luca – e attualmente, con le nuove normative dell'Unione europea, la raccolta è proibita e sono previste multe salate. Al di fuori della

stagione estiva, a volte è difficile trovare questo piatto in zona.  Quindi mi sono deciso a provare a diventare un allevatore.  Avevo letto un articolo su un giornale, mi sono informato su internet e mi sono messo in contatto con l'Istituto internazionale di elicicoltura di Cherasco (Cuneo), che mi ha seguito passo passo. Ho fatto il loro corso, in cui ho imparato tutto il possibile sulle lumache. Abbiamo fatto analisi del terreno, esami  e cominciato questa avventura». Per ora Luca è solo agli inizi, si sta facendo conoscere, come dice  lui, ma chissà che prima o poi l'elicicoltura non possa diventare un mestiere a tempo pieno. L'impianto di allevamento è stato allestito a gennaio ed ha suscitato un'immediata curiosità «Tante persone di passaggio si fermavano a chiedere, abbiamo subito avuto molte richieste da ogni tipo di clientela:

ristoratori, sagre, ma anche privati.                                                                   

Quest'estate, in poco più di 20 giorni abbiamo dato via 180 kg  di lumache. Del resto le lumache sono un piatto tradizionale della  nostra cucina: i nostri nonni le hanno sempre raccolte e mangiate. La loro carne è la più magra in assoluto, e la nostra produzione è biologica al 100%, senza pesticidi e con concimi naturali».

Il lavoro è meno semplice di quanto si pensi. «Ci vuole dedizione e i guadagni non sono certo immediati. E' un lavoro stancante, ma rilassa e dà soddisfazione. Bisogna continuamente fare manutenzione, pulire, controllare che gli animali non scappino dai recinti». Di giorno le lumache (di razza “Helix Aspersa Muller",

un po’ più piccole degli “escargot” francesi) stanno sotto la  vegetazione, di sera si annaffia e loro escono fuori, mangiano, bevono per poi tornare a nascondersi al mattino. Per ora nel terreno di Boettola (10.500 metri quadrati) ci sono 48mila riproduttori in 16 recinti che dovranno diventare 40, divisi fra recinti da

riproduzione e recinti da ingrasso. «Il 65% delle lumache che si mangiano in Italia sono d'esportazione,

la richiesta c'è e il mestiere di allevatore sta prendendo campo. In Italia siamo 8000, quest'anno sono nati 40 nuovi allevamenti. In Toscana il più vicino è a Villafranca, mail Liguria siamo gli unici.